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giovedì 31 dicembre 2015

Un piatto per capodanno: Arrosto di Agnello all'Aceto di Mirtilli

Cari lettori di Un architetto in cucina oggi con questo post voglio augurarvi di trascorrere la fine di questo 2015 con le persone che più amate e di svegliarvi domani, il primo giorno del nuovo anno con le stesse persone e con la gioia di vivere ed affrontare un anno pieno di nuove avventure.
Ma torniamo alla ricetta di oggi, l'agnello cotto con aceto di mirtilli, che di sicuro sorprenderà i vostri ospiti!
E' un piatto molto legato alla tradizione, ma cotto in questo modo e con questi ingredienti riuscirà a soddisfare tutti i commensali. Accompagnato ad un contorno di lenticchie o come ho fatto io a della quinoa  rappresenta un secondo piatto perfetto per queste feste.

Ingredienti per 4 persone:
1,2 kg di agnello
250 ml di aceto di mirtilli, per me Alpenzu
Mezza cipolla bianca
Foglie di salvia q.b.
Bacche di ginepro q.b.
grani di pepe nero q.b.
Sale grosso q.b.
Olio evo q.b.


Il procedimento di preparazione è davvero molto semplice, basta semplicemente preparare a strati tutti gli ingredienti all'interno di una Cocotte di ghisa, io ho utilizzato questa della Staub che è davvero un ottimo prodotto! Se non ne avete a disposizione potrete preparare l'arrosto di agnello in una casseruola in acciaio.
Dunque sul fondo metterete la cipolla bianca tagliata a fette abbastanza sottili e un buon quantitativo di olio evo. Adagiate i pezzi di agnello sul quale aggiungerete le foglie di salvia, le bacche di ginepro, i grani di pepe nero e una manciata di sale grosso.


Irrorate il tutto con l'aceto di mirtilli e cuocere a fuoco dolce e lento per almeno un'ora e mezza.
Sbizzarritevi pure con un contorno che più vi piace, vi consiglio di provare la quinoa, si sposa davvero bene con la dolcezza dell'agnello e i profumi delle sue carni cotte con l'aceto di mirtilli.


Vi auguro ancora di trascorrere un Buon fine 2015 ed un meraviglioso 2016!


lunedì 29 giugno 2015

Parmigiana di melanzane

Ecco che le mie origini partenopee spuntano quando cominciano a fare capolino le melanzane nell'orto! Poi se adocchio qualche bel pomodoro maturo per fare una passata fatta in casa, fa da sè che per cena a casa Luboz, nel bel mezzo delle Alpi Valdostane, si assapora un bel piatto della tradizione napoletana: la parmigiana di melanzane!


Ingredienti per 4 persone:
1 kg di melanzane, varietà oblunga
1/2 l di pomodoro passato
250 gr di fior di latte o provola fresca
50 gr di parmigiano grattuggiato
1 spicchio d'aglio
olio evo q.b.
olio per friggere q.b. 
2 uova
farina bianca q.b.
sale e pepe q.b.
basilico q.b.

Spuntate le melanzane e tagliatele a fette di circa mezzo centimetro di spessore, si tagliano generalmente nella lunghezza.
Sistemate le fette di melanzane in un grande ciotola, salando ogni strato: occorre in tutto un cucchiaio colmo di sale fino. Sull'ultimo strato sistemare un peso (una bottiglia d'acqua ad esempio) per far sì che si perda tutto il liquido in eccesso delle melanzane, che altrimenti renderebbe amara la parmigiana.
Dopo un'ora circa, strizzate le fette di melanzane tra le mani per eliminare più liquido possibile e asciugatele ulteriormente con della carta da cucina.


Preparare una ciotola capiente e sbattere 2 uova e un pizzico di sale, in un piatto abbastanza largo adagiare della farina bianca e passare le fette di melanzana nell'uovo e poi nella farina.
Fate scaldare abbondante olio di semi in una padella molto larga e fatevi cuocere le melanzane finché saranno dorate sui due lati.

Intanto preparate il sugo: versate due cucchiai d'olio d'oliva evo in un pentolino e fatevi soffriggere uno spicchio d'aglio, senza far prendere colore. Unite la polpa di pomodoro e un pizzico di sale, dopo 10 minuti circa, quando la salsa si sarà ben addensata, spegnete la fiamma e unite il basilico fresco.


Ungete una pirofila e disponetevi un primo strato di melanzane, sistemandole una di fianco all'altra, senza sovrapporle.
Versate 2 cucchiai di salsa sulle melanzane e stendetela uniformemente con il dorso del cucchiaio. Cospargete con un po' di parmigiano e distribuite fettine di fior di latte o di provola fresca.
Procedete nello stesso modo fino a esaurimento degli ingredienti, con la quantità di ingredienti consigliata risulteranno circa 3 strati.


L'ultimo strato deve essere di solo di sugo di pomodoro, un po' più abbondante in questo caso, senza formaggio. Versate l'olio rimasto sulla superficie e cuocete la parmigiana nel forno già caldo a 200° per circa 40 minuti.

Un saluto cari amici e alla prossima ricetta!






mercoledì 10 giugno 2015

Filetto al roquefort

So che molti di voi in questo periodo, in vista della bella stagione, si cibano soltanto di insalate, minestroni e pasti a basso contenuto di calorie e grassi... Ma ogni tanto bisogna mangiare qualcosa di gustoso, anche se un pò calorico, soprattutto per festeggiare un momento importante, una ricorrenza o semplicemente per la voglia di un momento di convivialità con il proprio compagno.
Ieri pomeriggio mio marito è rientrato da lavoro prima delle 18, e credetemi questo è un avvenimento rarissimo, soprattutto negli ultimi periodi. Insomma è bastato questo per farmi preparare una ricetta super gustosa, il filetto con salsa al roquefort.

Piatto Villa d'Este Home Tivoli
Spesso, quando andiamo a cena fuori, il filetto o la tagliata sono i piatti che ordiniamo volentieri e non vi nascondo che resto sempre sorpresa riguardo al loro costo molto elevato. Un piatto del genere, almeno ad Aosta e dintorni, non costa meno di 16-18 euro e questa volta ho voluto dare un'attenzione in più al portafoglio quando sono andata a fare la spesa per preparare il mio filetto.
Mi sono recata dal mio macellaio di fiducia nel borgo di Saint-Pierre e ho comprato 4 filetti di uno spessore di circa 2,5 cm, dal peso totale di 600 gr circa e dal costo di circa 17 euro.
Il roquefort lo abbiamo acquistato nel week end dai nostri vicini francesi, a Chamonix e pagato circa 3 euro per un pezzo da 250 gr circa, considerate che non vi servirà tutta questa porzione per la salsa.


Voi potete trovarlo tranquillamente in un qualsiasi supermercato italiano; mi sento di consigliarvi  l’acquisto di un buon Roquefort e non una imitazione ma neanche di un Gorgonzola che pur essendo, al pari del nostro ingrediente, un ottimo formaggio, è abbastanza diverso. Infatti, pur appartenendo tutti e due alla categoria dei formaggi erborinati, il primo (Roquefort) è fatto con latte di pecora, mentre il Gorgonzola è ottenuto da latte vaccino. Considerate inoltre che non si tratta di un piatto in cui il vino la fa da padrone, infatti durante la cottura l’alcol tende ad evaporare lasciando sulla padella solo profumi ed ottimi aromi che ci aiuteranno a rendere ancora più ricco il nostro piatto e soprattutto non coprirà il sapore di un buon formaggio.
Insomma, con un costo di soli 20 euro sono riuscita, prima di tutto ad acquistare prodotti di primissima qualità e in secondo luogo a preparare una cena gustosissima all'altezza dei migliori ristoranti.
Adesso sarete curiosi di scoprire la ricetta, allora venite in cucina con me!

Ingredienti per 2 persone:
4 fette di filetto alte almeno 2 cm
100 gr di roquefort
una noce di burro
1 bicchiere di vino rosso, per me un Dolcetto D'Asti del 2010 dell'Azienda Agricola Baravalle
2 cucchiai di farina, per me Farina 00 per dolci e sfoglie Rosignoli Molini
mezzo bicchiere di latte
sale e pepe q.b.


In una padella antiaderente fate sciogliere il burro ed aspettate che inizi a friggere, disponete in quel momento le fette di carne precedentemente infarinate e fate cuocere girandole non appena si sia formata una sottile crosticina; salate, pepate a piacere e togliere dal fuoco i filetti e tenerli in caldo.


Aumentate al massimo la fiamma e versate il vino; dopo queste operazioni nella padella si sarà formato il fondo di cottura, un sughetto denso e profumato: a tal proposito risulta importante la scelta del vino.
I profumi, l’aromaticità data dal formaggio e la succulenza del filetto, richiedono un vino con buon tenore alcolico, profumato, e tannico. In questo piatto se non si ha un vino all’altezza si rischia di non sentire la gerarchia dei sapori, ossia di non avere nessun abbinamento ma una prevalenza del cibo. Non abbiate timore di abbinare un bel rosso corposo, ma il segreto è sceglierlo con una bassa pesantezza: io ho scelto uno splendido Dolcetto D'Asti del 2010 dell'Azienda Agricola Baravalle  dal sapore asciutto, vellutato, armonico, quasi privo di acidità e leggermente tannico nell’annata. 


Nel sughetto denso e profumato aggiungere a questo punto il Roquefort e fatelo sciogliere a bassa fiamma aggiungendo anche mezzo bicchiere di latte se risulta troppo denso, otterrete una crema deliziosa e profumatissima che andrete a distribuire calda sopra i filetti prima di servire.

Piatti e posate Villa d'Este Home Tivoli
E' una ricetta molto semplice, ma di grande effetto: per concludere in bellezza, se avete acquistato qualche grammo in più di roquefort, proponetelo su dei crostini caldi abbinati al vino che avete utilizzato nella ricetta: la riuscita della serata è assicurata!






domenica 14 settembre 2014

Moules au Bleu d'Aoste - Cozze al Bleu d'Aoste

Con questa ricetta ho sperimentato sapori che i francesi adorano, ma che noi italiani non siamo abituati ad apprezzare, ho accostato due ingredienti molto forti che insieme si traducono in un piatto eccezionale: le cozze e il famoso formaggio erborinato Bleu d'Aoste.


Inoltre ho voluto avvicinare due realtà lontanissime, o meglio due regioni italiane geograficamente agli antipodi: la Sicilia e la Valle d'Aosta. Le ho unite attraverso il fil rouge di questa ricetta: due ingredienti eccezionali, il sublime formaggio valdostano erborinato Bleu d'Aoste e un vino bianco siciliano, il Grecanico adatto sia a piatti di pesce che formaggi.

Ingredienti:
1,5 kg di cozze
200 gr di Bleu d'Aoste, per me Centrale Laitière Vallée d'Aoste
1 cipolla media
75 cl di Panna fresca 
una noce di burro
2 bicchieri di vino bianco secco, per me Grecanico Cantine Settesoli
Sale e pepe q.b.
Prezzemolo fresco q.b.


Come primo passaggio occorre lavare accuratamente le cozze e farle spurgare in acqua e sale per circa un'oretta.
Intanto tritare finemente la cipolla e tagliare a dadini il formaggio che serviranno entrambi per la salsa da accompagnare alle moules. 


In una padella antiaderente far soffriggere lo scalogno con il burro ed aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco per far si che si appassisca per bene e conservi un'ottimo sapore e profumo. Quando sarà ben appassito aggiungere i dadini di Bleu d'Aoste sbriciolato e la panna. Mescolare con un cucchiaio di legno fino al completo scioglimento del formaggio. 





Intanto che la salsa si cuoce e il formaggio si scioglie, in un’altra padella cuocere le cozze con un bicchiere e mezzo di vino e il pepe fino all’apertura delle valve. Filtrare l’acqua di cottura delle cozze in un colino e versarla nella salsa al Bleu d'Aoste.


Far restringere sul fuoco la salsa fino ad ottenere una crema uniforme e leggermente densa. Versare la salsa calda sulle cozze aperte e servire subito con una generosa spolverata di prezzemolo tritato fresco.
Potreste accompagnare il sughetto che resta sul fondo con dei crostini di pane caldi e croccanti, così da poter assaporare il cuore del piatto!




E' un piatto davvero da provare! Vi stupiranno tutti i sapori e i profumi.





martedì 10 giugno 2014

Vitello Tonnato

Rieccoci con una ricetta tradizionale della cucina italiana, anche se in molti pensano che il vitello tonnato o, meglio conosciuto come vitel tonnè, sia di origini francesi. E invece è un piatto della tradizione piemontese, anche se i lombardi lo rivendicano come loro piatto. Insomma mi sono voluta cimentare anche io, napoletana nel sangue e valdostana acquisita, chissà cosa penserà l'Artusi della mia sfacciataggine! 
La ricetta che ho voluto utilizzare è molto vicina proprio a quella dell'Artusi, ho voluto provare una versione tradizionale, quasi povera, senza ovviamente l'aggiunta della maionese!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

PER IL VITELLO
600gr di girello, tondino o magatello di vitello (possibilmente di latte)
40 gr di olio evo
1/2 litro di vino bianco, per me Grillo di Cantine Settesoli
acqua o brodo q.b.
1 cipolla piccola
1 gambo di sedano
1 carota
1 rametto di rosmarino
3 foglie di alloro
3 foglie di salvia
2 chiodi di garofano
qualche bacca di ginepro
sale grosso
PER LA SALSA
7 filetti di acciughe
120 gr di tonno all'olio d'oliva sgocciolato
una manciata di capperi
pepe q.b.
succo di mezzo limone
qualche cucchiaio di brodo di cottura del vitello



Per prima cosa mettete la carne (tondino, girello o magatello) in una pentola abbastanza alta con la carota, il sedano, la cipolla, il rosmarino, l'alloro, la salvia, i chiodi di garofano, due cucchiai di olio evo e un pizzico di sale grosso in modo che la carne si arricchisca di aromi e spezie. Bagnate la carne con il vino bianco per farle acquistare maggiore sapore, quindi aggiungete a filo dell'acqua (o se preferite brodo).  
Io ho utilizzato un vino bianco buonissimo, molto aromatico, ma allo stesso tempo dal bouquet molto fresco, Grillo di Cantine Settesoli, ve lo consiglio!
Inoltre ho deciso di adoperare, al posto dell'acqua, del brodo vegetale fatto con il mio famoso dado bimbi!!



Lasciate cuocere la carne a fuoco dolce per circa 2 ore e a cottura avvenuta spegnete il fuoco e lasciatela raffreddare insieme al suo fondo per ameno 2-3 ore. Io ho cotto la carne la sera e l'ho lasciata riposare per tutta la notte, il giorno dopo, per pranzo, l'ho prelevata e poi tagliata a fettine sottili ed accompagnata alla salsa tonnata.



Preparare la salsa tonnata è un gioco da ragazzi, vi bastano pochi ingredienti ed un mixer! Mettete nella ciotola del mixer il tonno sbriciolato e sgocciolato dal'olio, i capperi, le acciughe e una macinata di pepe, diluendo il tutto con del brodo di cottura della carne e del succo di limone (mezzo limone è sufficiente): in questo modo otterrete una salsa cremosa, morbida e soprattutto profumatissima.


Piatti e posate Villa d'Este Home Tivoli
Io e mio marito ne siamo rimasti entusiasti, la carne era perfetta, morbida e succosa, e la salsa deliziosa!
Provare per credere!


domenica 2 febbraio 2014

Quiche rustica: peperoni e speck

Buona domenica amici! Vi capita mai di decidere di passare l'intera giornata all'insegna dell'ozio e del divertimento e di non avere la minima voglia di mettervi ai fornelli a preparare il classico pranzo della domenica? Ecco siete in buona compagnia, noi spesso la domenica la trascorriamo all'aria aperta, a sciare, ciaspolare o semplicemente alle terme a rilassarci. Oggi ci siamo regalati una piacevole passeggiata con le racchette da neve e sapevo che al nostro ritorno a casa avremmo avuto un certo languorino! Allora stamattina mentre il maritino si "faceva bello" ho preparato in modo velocissimo una quiche rustica da leccare i baffi e da mangiare al nostro rientro.
Volete sapere come ho fatto?

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia rotondo
2-3 peperoni
200 gr di speck
2 uova biologiche
4 fettine di latte Inalpi
mezza confezione di panna da cucina
sale e pepe q.b. 


Mondate e tagliate a cubetti i peperoni, cercate di tagliarli di una misura alquanto ridotta in quanto non abbiamo il tempo di cuocerli a parte, ma cuoceranno direttamente in forno nella quiche.
Accendere il forno a 200° in modalità statico e intanto adagiate la pasta sfoglia in una tortiera ricoperta di carta forno.


Sul fondo adagiare un paio di fettine di latte, le fette di speck e i peperoni. In una ciotola sbattere le uova con un pizzico di sale, una macinata di pepe e la panna da cucina, emulsionare bene il tutto e versarne un 3/4 sui peperoni.


Ricoprire con qualche altra fetta di speck e qualche fettina al latte spezzettata e versarvi sopra il rimanente composto di uova e panna.


Richiudere i bordi in senso orario, spennellare con un pò d'uovo ed infornare in forno già caldo a 200° per 15 minuti e altri 10 minuti a 180°.


Servire tiepida e gustatela con un ottimo bicchiere di vino rosso guardando il caminetto che scoppietta!



Buon Appetito



giovedì 3 ottobre 2013

Tonno in crosta di pistacchio, buccia d'arancio e crema di aceto balsamico

Se cercate una ricetta per una cenetta romantica, questa del tonno in crosta farà al caso vostro!
Stasera sorprendete il vostro compagno con un piatto d'effetto, sofisticato, ma allo stesso tempo veloce da preparare e di semplice esecuzione.
Come vi ho già raccontato qui, adoro il tonno per il suo sapore deciso e per l'immensa ricchezza degli Omega3; sostituisce egregiamente la carne rossa in quanto è molto ricco di proteine, ma al tempo stesso riduce il rischio di infarto, aiuta a prevenire l’artrite e protegge anche la vista. 
Inoltre recenti studi dichiarano che faccia parte degli alimenti afrodisiaci, quindi stasera tutti a cucinare tonno!

Ingredienti: 
1 trancio di tonno da 250 gr alto un paio di cm circa
40 gr di Granella di pistacchi, per me Aroma di Sicilia
Semi di papavero e sesamo q.b.
La buccia di mezzo arancio biologico
Crema con aceto Balsamico di Modena, per me Acetaia Guerzoni
Olio evo q.b.
Sale q.b.


Come primo passaggio consiglio di mescolare in una ciotola la granella di pistacchio, i semi di papavero, i semi di sesamo e la buccia di mezzo arancio non trattato.
Tagliate il tonno, nel senso della sua lunghezza, in piccoli tranci della dimensione di circa 3 cm x 10 cm e ungeteli con un pò di olio evo da tutti i lati.

Piatti Villa d'Este Home Tivoli
Passate i piccoli tranci di tonno nella panatura, premendo bene su tutti i lati, così da far insaporire bene il pesce. Intanto scaldare un paio di cucchiai di olio evo in una padella antiaderente e una volta raggiunta la temperatura necessaria sistemate i trancetti di tonno nella padella.
Fate cuocere un minuto per lato, non di più, altrimenti la carne del tonno potrebbe risultare troppo secca e di conseguenza dura. Il tonno è eccellente cucinato come un filetto al sangue, a chi piace ovviamente la carne al sangue.
Togliete il tonno in crosta di pistacchio e buccia d'arancio dalla padella, adagiatelo in un piatto e servitelo bollente con qualche goccia di crema con aceto Balsamico di Modena, che devo dire ci sta al pennello!


Togliete il tonno in crosta di pistacchio e buccia d'arancio dalla padella, adagiatelo in un piatto e servitelo bollente con qualche goccia di crema con aceto Balsamico di Modena, che devo dire ci sta al pennello!


Con questa ricetta partecipo al contest di Gioia del blog In cucina con Gioia in collaborazione con AromaSicilia

Il Pistacchio: il re della Tavola

Per la Categoria Secondi Piatti


Buon appetito e soprattutto buon proseguimento di serata!


sabato 21 settembre 2013

Spigola al forno alla mediterranea

Almeno una volta a settimana il pesce è da mangiare, sappiamo che fa molto bene alla salute ed è ricco di grassi sani, i famosi omega 3. Noi cerchiamo di mettere in tavola piatti a base di pesce un paio di volte a settimana, sia io che mio marito preferiamo il pesce alla carne e spesso cerco di variare le ricette proprio per rendere ancora più gustose queste pietanze.
In casa non avevo tantissimi ingredienti, pochi, genuini e di qualità: è questo il segreto della riuscita di una ricetta. Qualche pomodorino pachino, una manciata di olive taggiasche e di capperi raccolti al mare dalla mia mamma, un buon bicchiere di vino, tanto buon olio evo e soprattutto la regina della festa: una meravigliosa spigola pescata a Civitavecchia.
Andiamo in cucina, in meno di mezz'ora metterete in tavola un piatto leggero, gustoso e soprattutto sano!

Ingredienti:
1 spigola di circa 800 gr
150 gr di pomodorini pachino
una manciata di olive nere taggiasche, per me Azienda Agricola Ranise 
una manciata di capperi 
olio evo q.b., per me  Azienda Agricola Ranise
1 spicchio d'aglio
Erba cipollina, prezzemolo
Sale q.b.

Il procedimento è davvero semplice, per prima cosa bisogna mettere 2 minuti a bagno i capperi ed accendere il forno a 170°. 
In una teglia rettangolare ed abbastanza capiente per adagiare la spigola, versare un filo d'olio abbondante e sistemare i pomodorini tagliati a metà, le olive e i capperi ai lati della teglia, così da fare spazio al centro per la spigola.

Piatti Villa d'Este Home Tivoli
Eviscerare la spigola e inserire nella pancia del sale, uno spicchio d'aglio, erba cipollina e prezzemolo. Sistemarla al centro della teglia, dove abbiamo creato lo spazio tra i pomodorini, le olive e i capperi. Irrorare con l'olio evo, aggiustate di sale, ma attenti a non salare troppo, ci sono le olive e i capperi che sono già particolarmente saporiti. Infornarla per circa 25 minuti in forno già caldo a 170°.



Dopo pochi minuti di cottura comincerete a sentire un profumino che vi ricorderà le vostre vacanze al mare!
Servitela calda accompagnata al suo saporitissimo sughetto e bevete del buon bianco, magari quello che avete utilizzato per la cottura del pesce.


Buon appetito!