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domenica 17 novembre 2013

Risotto Venere al gorgonzola e mascarpone

Il riso Venere è ormai diventato parte integrante della nostra alimentazione, ha un gusto molto aromatico e contiene tante proprietà nutrizionali. 
Chiamato anche riso nero, il venere è una particolare varietà di riso così chiamato proprio per la sua caratteristica colorazione dovuta a pigmenti prodotti dalla pianta; è adatto a tutti i tipi di alimentazione e secondo recenti studi ha un enorme potere anticancerogeno. Questo cereale anticamente veniva chiamato dai cinesi “Riso degli Imperatori” per le sue proprietà nutrizionali.
Il Venere è una varietà di riso molto ricercata per le sue notevoli proprietà nutrizionali ma soprattutto per l’alto contenuto di potentiantiossidanti che secondo gli ultimi e recenti studi aiuta a prevenire il cancro, combatte i radicali liberi, riduce i livelli ematici di colesterolo“cattivo” e previene l’infarto.


Recenti ricerche svolte presso l’Università della Luisiana hanno evidenziato che a parità di quantità il riso nero non solo è più ricco di antociani ed altri antiossidanti rispetto al mirtillo ma è anche più ricco  di vitamine E, di fibre vegetali e meno calorico in quanto più povero di zuccheri.

Il riso nero grazie a leggere tecniche di lavorazione mantiene inalterate tutti i suoi principi attivi e le sue caratteristiche organolettiche. Per l’elevata digeribilità è ottimo per chi soffre di disturbi della digestione, per i bambini e gli anziani.
Il basso contenuto di zuccheri lo rende un alimento ideale nelle diete ipocaloriche e degli sportivi.
Detto questo non vi resta che provarlo, io lo utilizzo semplicemente bollito come contorno a carni o pesce, oppure, come nella ricetta che vi propongo oggi, preparo degli ottimi e originali risotti.

Ingredienti per 2 persone:
180 gr di riso venere
50 gr di gorgonzola piccante, per me Bontàzola Mauri
100 gr di mascarpone e gorgonzola, per me Duetto Mauri
50 gr di speck a dadini
mezza cipolla rossa
mezzo bicchiere di vino
1 cucchiaino di dado vegetale bimby (vi lascio qui la mia ricetta)  
una noce di burro
olio evo
sale e pepe q.b.
erba cipollina


Per prima cosa è necessario far bollire per circa 40 minuti il riso Venere in abbondante acqua salata; a cottura ultimata scolare il riso al dente e metterlo da parte.
Scaldare una noce di burro e dell'olio evo in una casseruola, io ho usato la mia amatissima Cocotte della Staub, di cui vi ho già parlato qui. Far appassire una piccola cipolla rossa tagliata finemente con un mestolo di brodo vegetale, in modo che non venga troppo soffritta. Quando la cipolla è appassita e di un bel color ramato versare il riso e lo speck a dadini,  far tostare un paio di minuti, in modo che risulti morbido internamente e croccante fuori. A questo punto sfumare con del vino bianco e poi procedere la cottura,  per una decina di minuti, aggiungendo del brodo vegetale di tanto in tanto; salare e pepare a piacere.


A 3-5 minuti dalla fine della cottura aggiungere il gorgonzola piccante e il duetto e pezzetti, far amalgamare il tutto a fuoco dolce in modo che il risotto risulti morbido e cremoso.
Servire all'onda con dell'erba cipollina per dare un tocco di colore e freschezza.


Buon appetito e felice domenica!




sabato 18 maggio 2013

Zuppa di riso corallo e zucca

Oggi devo proprio farmi perdonare, sono stata latitante negli ultimi giorni, ma gli impegni lavorativi hanno assorbito tutte le energie e tutta la mia attenzione. I miei studenti hanno la maturità ed io mi sento completamente coinvolta sia emotivamente che lavorativamente. Pensare di non vederli più il prossimo anno mi si stringe il cuore, ma so di aver fatto un ottimo lavoro con loro e che è stato un insegnamento reciproco; io ho cercato di trasmettere tutta la mia passione per l'architettura e le scienze costruttive e loro hanno trasmesso a me l'entusiasmo e la gioia di vivere, tipica dei 18enni spensierati e con un futuro aperto a tutto.
Voglio cambiare argomento, altrimenti la commozione potrebbe prendere il sopravvento! Cosa preparate per cena? Io ho pensato a qualcosina di leggero e di confortante, quale miglior cosa se non una zuppa coloratissima?

Piatti e posate Villa d'Este Home Tivoli
Ingredienti per 2 persone:
250 gr di zucca gialla
180 gr di riso corallo
300 gr di acqua 
1 cucchiaino di brodo vegetale fatto in casa (qui c'è la mia ricetta)
1 cipolla piccola
Olio evo, per me Olio in torre
Sale e peperoncino rosso q.b.
1 foglia di alloro e 2 foglie di salvia


Preparate del brodo vegetale, io ho utilizzato il mio dado fatto in casa (qui c'è la mia ricetta).
Mondate la zucca dalla buccia dura, dai semi e dai filamenti e tagliatela a dadini regolari.
Intanto riscaldate una piccola cipolla tagliata sottilissima con un filo d'olio ed aggiungere la zucca tagliata a dadini. Lasciar soffriggere per un paio di minuti, aggiungere il peperoncino, una presa di sale ed infine il brodo vegetale.


Io ho aggiunto l'acqua e dopo qualche minuto il dado che ho fatto quest'estate e conservato in freezer negli stampini dei cubetti di ghiaccio, una vera e propria comodità!
Lasciar cuocere la zucca per circa 15 minuti ed intanto preparare il riso corallo.

Piatti e posate Villa d'Este Home Tivoli
Piatti e posate Villa d'Este Home Tivoli
Quando comincia il bollore è il momento di aggiungere il riso e mescolando di tanto in tanto far cuocere per almeno 40 minuti (il riso corallo, come quello venere ha una cottura decisamente lunga).
Terminate la cottura ed amalgamate, fuori dal fuoco, una manciata di salvia, alloro e prezzemolo tritati finemente.

Piatti e posate Villa d'Este Home Tivoli


Buon appetito amici!  






giovedì 20 dicembre 2012

Risotto al radicchio mantecato al taleggio

Che giorni caotici che sto trascorrendo, e lo saranno anche i prossimi, fino a quando non si placherà tutto a Natale. In questi giorni, alla ricerca degli ultimi regalini di Natale da acquistare e per la preparazione della meritata vacanza ho perso un po' di vista i miei impegni da blogger, ma per fortuna stasera ho qualche ora tutta per me. Mio marito ha una cena con dei colleghi ed io mi sono già pianificata la serata, bagno caldo e rilassante aromatizzato alla passiflora, musica ed un buon libro da leggere in vasca. Un buon bicchiere di vino ed un morbido risotto al radicchio mantecato con dell'ottimo taleggio.


Il libro che sto letteralmente divorando in questi giorni si intitola "Le strade che portano a casa" di Aaron Eske, un meraviglioso reportage di un viaggio alla ricerca delle identità dei fratelli dell'autore che sono stati tutti adottati. Il tema dell'adozione mi tocca parecchio e spero con tutto il cuore, un giorno di esaudire un desiderio comune a me e mio marito.
Vi lascio un piccolo stralcio di questo meraviglioso libro, spero vi incuriosisca un pò e perchè no provare a leggerlo durante le vacanze natalizie, quale periodo migliore, se non il Natale affrontare e riflettere un pò su una tematica così importante.

"Prima di iniziare il viaggio che mi avrebbe portato attraverso ventitré città del mondo, non sapevo perché volevo partire. La risposta migliore a chi me lo avesse chiesto sarebbe stato qualcosa come "Mi annoio" o "Ne ho abbastanza di cene a base di takeaway cinese". Ma dovevo volare per quarantamila chilometri per capire, anzi per sentire, quello che mi mancava. Ho dovuto scoprire quale piccolo cerchio sia in realtà l'esperienza di un uomo. Sentire cosa si prova a stringere uno dei 132 milioni di orfani nel mondo, e poi lasciarlo andare. Capire cosa significa essere fortunati, così sfacciatamente fortunati da avere la nausea al pensiero. Ho dovuto vedere, annusare, temere, assaporare da dove vengono i miei fratelli e sorelle e realizzare quanto sarebbe stata diversa la loro vita se non fossero diventati la mia famiglia. E quanto diversa sarebbe stata la mia. I miei fratelli e sorelle: quattro orfani dalle parti opposte del pianeta, l'India e la Corea. Ho dovuto fare il giro del mondo per capire quale miracolosa connessione ci ha uniti, ma ora che stavo di nuovo lì con loro, sembrava naturale. Non normale - adesso sapevo che normali non lo eravamo - ma ci sentivamo una cosa sola per la prima volta in tanti anni. La risposta al perché mi sono messo in viaggio è che dovevo circumnavigare la Terra per trovare la strada di casa."  

Ma ora torniamo al mio risotto, mi fate compagnia in cucina?

Ingredienti (per 2 persone)
180 gr di riso, per me CiaoBio
2 radicchi piccoli (circa 150 gr)
100 gr di taleggio, per me Mauri
1 Bicchiere di Vinchef  
270 gr di acqua
1 cucchiaino di dado vegetale bimby (vi lascio qui la mia ricetta)
Una cipolla rossa piccola
Burro
Sale e pepe q.b.



Se avete come me la fortuna di possedere il Bimby, iniziate mettendo nel boccale la cipolla e il radicchio, spezzettare per 6 sec. a vel. 4. Unire l’olio, 3 min. a 100° in modalità antiorario a vel. 1.
Aggiungere il riso, 5 min. 100° in modalità antiorario a vel. 1. Dopo 3 minuti versare il Vinchef.

Con il metodo tradizionale far imbiondire la cipolla tagliata finemente in olio evo e intanto tagliare sottilmente il radicchio. Far tostare il riso per un paio di minuti così da renderlo croccante all'esterno e morbido internamente. 
Sfumare con il Vinchef e aggiungere a questo punto il radicchio precedentemente affettato. Amalgamare bene il tutto per qualche istante, e irrorare con del brodo preparato in precedenza, nel mio caso ho utilizzato il mio dado vegetale fatto quest'estate con il Bimby.
Salare e pepare a piacere.   



Unire l’acqua e il dado e mettere il tempo di cottura riportato sulla confezione del riso, 100° in modalità antiorario a vel. 1. Intanto tagliare a cubetti il taleggio e grigliare un paio di foglie di radicchio che serviranno alla guarnizione del piatto.
A due minuti dal termine della cottura aggiungere il taleggio e far mantecare, deve risultare un risotto morbido e cremoso.

Con il metodo tradizionale procedere la cottura del riso per una ventina di minuti con il coperchio sulla cocotte o padella, in modo che il risotto risulti cremoso e umido al punto giusto. Di tanto in tanto aggiungere un pò di brodo se necessario. A un paio di minuti dal termine della cottura aggiungere il taleggio precedentemente tagliato a cubetti. Far amalgamare bene il tutto e mantecare a fuoco spento ancora un minuto.
  

Impiattare decorando con un paio di foglie di radicchio grigliato in precedenza, e una macinata di pepe fresco regala a questo piatto un ottimo sprint finale!



Buonasera a tutti voi amici lettori, libro, relax e vino rosso mi attendono.



mercoledì 7 novembre 2012

Risotto al salmone e patè di carciofi

Eccomi di ritorno dalla città più romantica del mondo, Paris.
Io e mio marito ci siamo regalati 5 giorni di puro romanticismo cercando di visitare il più possibile questa città meravigliosa.. Abbiamo soggiornato in un delizioso studiò nel Quartier Latin, al confine con l'Île de la Cité, a due passi da Notre Dame; abbiamo fatto il pieno di arte e cultura visitando il Lovre, Musée d'Orsay e il Centre Pompidou.




Ovviamente abbiamo visitato i luoghi principali, dalla Piazza Trocadero, alla Tour Eiffel, Champs Elisées, Quartiere Montmartre e il Sacre Coeur. Il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti abbiamo voluto visitare il famoso cimitero di Père Lachaise, luogo di una pace e serenità immensa.



Chicca della vacanza è stato incontrare dei miei amici dell'università, ora miei colleghi architetti che si trovano a Parigi per lavoro, è stato davvero stupendo rivederli tutti e passare una piacevolissima serata in uno dei quartieri più vivi e giovani di Parigi, il multietnico Quartier Marais.





Ovviamente non poteva mancare un salto nella mia Boutique preferita, Louis Vuitton!


Tornati domenica sera a casa avevamo bisogno di un piatto che non ci facesse rimpiangere le specialità parigine, ed ecco che è nato questo risotto al salmone e patè di carciofi.

Ingredienti
180 gr di riso, qualità S. Andrea
100 gr di Salmone Affumicato Scozzese
2 cucchiai di Patè di carciofi per me Campisi
1 bicchiere di Vinchef, un vino con infusione di erbe aromatiche
mezza cipolla bianca
sale e pepe q.b. 



Tagliare a tocchetti il salmone affumicato e intanto far imbiondire la cipolla tagliata finemente in olio evo. Quando la cipolla si è appassita versare il riso nella Cocotte e farlo tostare per un paio di minuti, così da renderlo croccante all'esterno e morbido internamente.  



Sfumare con il Vinchef e aggiungere a questo punto il salmone precedentemente affettato. Amalgamare bene il tutto per qualche istante, e irrorare con del brodo preparato in precedenza. Salare e pepare a piacere.  



Procedere la cottura del riso per una ventina di minuti con il coperchio sulla cocotte in modo che il risotto sia cremoso e umido al punto giusto. Di tanto in tanto aggiungere un pò di brodo se necessario. A un paio di minuti dal termine della cottura aggiungere 2 cucchiai colmi di patè di carciofi. Far amalgamare bene il tutto e mantecare a fuoco spento con una noce di burro.  


Corro ad un appuntamento di lavoro con una cliente forse un pò troppo esigente! Motto di oggi: tenere la calma!




lunedì 23 aprile 2012

Risotto alle primule

La primavera ormai sta sbocciando anche su in quota e quale miglior modo di assaporarla se non in cucina! Come vi ho raccontato nel mio precedente post sto seguendo un meraviglioso corso sulle erbe selvatiche e sul loro utilizzo in cucina, infatti sabato abbiamo fatto un'altra uscita e approfittando del sole tiepido primaverile ci siamo sbizzarrite a raccogliere un pò quello che la natura ci offre generosamente. Io ho raccolto tantissime primule, sia fiori che foglie, ho scoperto che è una sorta di aspirina naturale!


Pianta perenne conosciuta anche sotto il nome di "primavera". E' fissata al suolo per mezzo di un rizoma che forma molte radichette, le cui foglie sono ovali e allungate.
Fiori di colore giallo intenso che formano infiorescenze ad ombrella, il frutto è una capsula chiusa nel calice mentre le radici si dissotterrano in settembre e si riproduce per semina e per divisione dei cespi.
I fiori della primula hanno proprietà diuretiche, sedative, antispasmodiche utili per eccitazione nervosa, insonnia, palpitazioni e vertigini mentre le radici, più ricche di principi attivi hanno soprattutto prerogative tossifughe ed espettoranti utili durante le influenze.
La pianta contiene anche due eterosidi fenolici derivati dall'acido salicilico, la primaverina e la primulaverina, che si trasformano per idrolisi in derivati dell'acido salicilico, le cui virtù analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche sono ben note: infatti si tratta delle stesse virtù che caratterizzano l'aspirina!



Poi chiacchierando con l'esperta di erbe selvatiche che tiene il corso, ho scoperto che il risotto con foglie e qualche fiorellino di primula è sublime! Delicatissimo, profumato, ma soprattutto una miniera di sali minerali e vitamine. E allora mi sono messa subito all'opera!

Ecco come ho fatto:

INGREDIENTI (per 2 persone):
180 gr di riso (io ho usato riso fino Sant'Andrea)
1 cipolla bianca piccola
mezzo bicchiere di vino bianco 
brodo vegetale
foglie e fiori di primule freschi
olio evo
sale e pepe q.b.

Per prima cosa far scaldare dell'olio evo in una casseruola, io ho usato la mia amatissima Cocotte della Staub, di cui vi ho già parlato qui. Far appassire una piccola cipolla bianca tagliata finemente con mezzo bicchiere d'acqua, in modo che non venga troppo soffritta. Quando la cipolla è appassita e di un bel color oro versare il riso e farlo tostare un paio di minuti, in modo che risulti morbido internamente e croccante fuori. A questo punto sfumare con del vino bianco e poi procedere la cottura aggiungendo del brodo vegetale di tanto in tanto; salare e pepare a piacere. 


A 5 minuti dalla fine della cottura aggiungere le foglioline di primula tagliuzzate grossolanamente; consiglio di far cuocere al max 5 minuti qualsiasi erba, in quanto se troppo cotte rischiano di perdere tutte le loro proprietà.


Impiattare e cospargere con una manciata di fiorellini di primule che regalano al piatto un profumo inaspettato e dal gusto delicato.

Bon appétit mes amis!



Una piccola nota: impiattare questo dolcissimo risotto in una ceramica a motivi floreali sarebbe il massimo, non solo per il gusto, ma anche per la vista.. D'altronde anche l'occhio vuole la sua parte!

Con questa ricetta partecipo con un immenso piacere al mio primo contest: "Chi non risotta in compagnia.."   in collaborazione con l'azienda Fissler, nella categoria primi..Sono troppo emozionata!





domenica 1 aprile 2012

Cocotte amore mio: Risotto alla zucca e aceto balsamico

Il week end è volato via, come da copione ormai, e da domani inizia una nuova settimana, che per fortuna ci regalerà qualche giorno di vacanza al mare in occasione della Pasqua. Oggi è stata una giornata davvero speciale, stamattina io e mio marito siamo stati a fare una passeggiata in montagna, a Rheme Notre Dame, un grazioso comune che si snoda ai piedi del suggestivo massiccio della Granta Parey. Ci siamo goduti un paio d'orette di sole caldo e primaverile, abbiamo ammirato dei timidi bucaneve che sbucano ovunque nei prati ai piedi dello spettacolo della Granta Parey...


Tornati a casa per pranzo, con un pò di bucaneve e fiorellini di campo nella borsetta, ho pensato di preparare un risotto alla zucca e aceto balsamico utilizzando la mia amata Cocotte Staub! Un graditissimo regalo che ci hanno fatto in occasione del matrimonio dei carissimi amici, Cisko e Chiara.

La casseruola in fusione di ghisa Staub conserva e distribuisce il calore in modo omogeneo per lungo tempo ed è quindi perfetta per le cotture lunghe, che hanno bisogno di poca fiamma, come appunto i risotti, gli arrosti, gli spezzatini... Va infatti usata su fuoco medio o basso con un ottimo risparmio energetico rispetto alle classiche pentole in acciaio.


Tutti i prodotti Staub sono interessanti anche sotto il profilo di design perchè dipinti all’interno e all’esterno con speciali smalti colorati, la mia è di un attualissimo color melanzana! Grazie alle specifiche caratteristiche questo smalto migliora le prestazioni in cottura; la smaltatura, oltre a mantenere in maniera duratura l’aspetto della pentola, è neutra, non assorbe odori, è altamente igienica, sana per la salute come il vetro e rende la pentola compatibile con tutte le fonti di calore, compresi i piani a induzione.


La caratteristica principale che rende la Cocotte Staub, unica nel suo genere, sta sotto il coperchio.  Nella parte sottostante il coperchio è completamente liscio ma presenta delle “gocce”, questa lavorazione fa si che il vapore che si crea all’interno della pentola ricada a pioggia uniformemente su quello che stiamo cucinando ridistribuendo gli aromi che altrimenti si fermerebbero sul fondo. Questo fa si che si ottenga un gusto ottimale!


I prodotti in ghisa della Staub sono ideali anche per le cotture di carni grigliate (le bistecchiere) e per il pane! (ma di questi ne parleremo piu avanti).

Io e Michel siamo molto fortunati sotto molti punti di vista, uno in particolare è avere degli amici fantastici. Cisko e Chiara sono tra questi, persone meravigliose, sempre disposte a darti una mano nel momento del bisogno, a strapparti un sorriso e a sentirti "di famiglia" con loro. Tra l'altro hanno una bambina davvero fantastica, Letizia, dolce, solare e intelligentissima!

Chiara ha un altro punto forte, è emiliana! precisamente di Fabbrico, e lì ha la sua famiglia che spesso va a trovare. Abbiamo fatto una accordo, lo "scambio culturale", quando entrambe ci rechiamo nelle nostre "terre di origine" portiamo su ad Aosta dei prodotti tipici. Ed è così che la mitica Chiara ci ha portato tanti prodotti, dal Parmigiano Reggiano ai tortelli, fino a questo meraviglioso prodotto: vero e puro aceto balsamico di riserva, selezione argento.


E' un sublime aceto ricavato dalla fermentazione di mosto cotto da uve selezionate, affinato nel tempo in batteria di botti di legni diversi. Confezionato in una bottiglia raffinatissima, chiusa in uno scatolino altrettanto prezioso, questo aceto è divino!
Allora oggi ho pensato di utilizzarlo per completare il mio risotto alla zucca, che ho preparato così:

INGREDIENTI (per 2 persone):

200 gr di Riso (io ho usato riso fino Sant'Andrea)
250 gr di Zucca
1 Cipolla
Brodo vegetale
Vino bianco
Olio evo
Burro
Sale e pepe q.b.
Aceto Balsamico di Riserva, Selezione Argento.

PREPARAZIONE:

Sbucciare a tagliare a pezzi la zucca; far imbiondire la cipolla tagliata finemente in olio evo. Quando la cipolla si è appassita versare il riso nella Cocotte e farlo tostare per un paio di minuti, così da renderlo croccante all'esterno e morbido internamente.


Sfumare con del vino e aggiungere a questo punto la zucca tagliata a dadini. Amalgamare bene il tutto per qualche istante, e irrorare con del brodo preparato in precedenza. Salare e pepare a piacere.


Procedere la cottura del riso per una ventina di minuti con il coperchio sulla cocotte in modo che il risotto sia cremoso e umido al punto giusto. Di tanto in tanto aggiungere un pò di brodo se necessario.

Intanto ho apparecchiato la tavola con un set di tovagliette americane. Ho preferito dare nudità al nostro tavolo in noce antico ponendo solo 2 tovagliette in stoffa grigie, con tovaglioli in coordinato bianco e grigio. Bellissimi piatti quadrati con decoro argento su fondo bianco e calici in cristallo completano la mia mise en place. Non potevano di certo mancare i teneri fiorellini raccolti a Rheme Notre Dame!



Ehi! Intanto il risotto è pronto! Lascio mantecare con una noce di burro a fuoco spento, lo impiatto e aggiungo un filo di aceto balsamico....

Buon appetito!!